Autovelox Pomarico, il sindaco Mancini: "Adiconsum illude i cittadini"

26 Giu2020

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Sindaco di Pomarico, Francecso Mancini.

In merito al comunicato emanato da Adiconsum Matera dove si evidenzia che un Giudice di Pace abbia riscontrato una falla nella procedura che entra in merito alla differenza tra omologazione e approvazione, non fa altro che “illudere” gli automobilisti a ricorrere alla loro “assistenza” nell’evitare di pagare sanzioni su un cavillo di forma che non esiste, come confermato da numerose altre sentenze. Ma l’aspetto triste di questa vicenda è il messaggio che viene fuori da un’associazione come l’Adiconsum che ad oggi non ha mai “evidenziato” che le infrazioni comunque ci sono e i limiti vanno rispettati a prescindere da cavilli di forma o di procedure rischiando così di alimentare un vortice di anarchia generale pericolosissima.
Tecnicamente, invece, sull’eccezione sollevata dal ricorrente in relazione all’approvazione dei dispositivi, a suo dire non uguale all’omologazione, si precisa che la procedura per l’omologazione/approvazione dei dispositivi segnaletici e di rilevazione di infrazioni, prevista dall’art. 45, comma 6, del vigente Codice della Strada è regolata dall’art. 192 del Regolamento di esecuzione e di attuazione dello stesso Codice. L’approvazione dell’apparecchio si distingue dall’omologazione solo per la mancanza di norme tecniche di riferimento nel primo caso, ma il risultato positivo della procedura è idoneo a legittimare l’impiego degli strumenti di controllo della velocità. La differenza tra un procedimento di omologazione e uno di approvazione è da ricercarsi unicamente nel fatto che per il primo esistono norme tecniche di riferimento, europee e/o italiane, mentre per il secondo manca tale riferimento. Pertanto, i dispositivi approvati possono essere richiamati a successiva verifica qualora sia emanata una norma tecnica, per valutare la rispondenza degli stessi alle nuove specifiche richieste. A tale conclusione è tornato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la il Parere del 19/02/2018 che segue il Parere n. 4446 del 01/08/2012. Il problema era stato già affrontato nel lontano 1994 in relazione ai parcometri. Infatti, l’allora Ministero dei Lavori pubblici (ora Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) emanò una specifica circolare, n. 2233 del 7 luglio 1994, peraltro pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 167 del 19 luglio 1994. Del resto, proprio l’art. 406, comma 2, del Regolamento di esecuzione espressamente dispone che, fino alla emanazione dei decreti previsti dal citato articolo 7, comma 5, resta in vigore la previgente normativa e, nelle more dei decreti previsti, si applica il precedente regolamento per l’approvazione delle singole apparecchiature di controllo. 
In conclusione, tutti i dispositivi, le apparecchiature, i mezzi tecnici per il controllo e la regolazione del traffico, nonché l’accertamento e il rilevamento automatico delle infrazioni, sono soggetti ad approvazione da parte del Ministero dei Trasporti; si può parlare di omologazione qualora, nella procedura di approvazione, si faccia riferimento a norme unificate o a precise direttive europee”. 
In buona sostanza, in assenza di un decreto che fissi le caratteristiche, le modalità costruttive, la procedura di omologazione ed i criteri di installazione e di manutenzione dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per il controllo e la regolazione del traffico, nonché l’accertamento e il rilevamento automatico delle infrazioni, mai emanate, si procede ai sensi dell’articolo 192, comma 3 con l’approvazione del prototipo, secondo le procedure previste per l’omologazione.

Fonte: ilcaleidoscopio.net

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